Cristiana Masi
Architetto, designer, la mente creativa dietro le collezioni Parato S.r.l.

Chi è Cristiana Masi

Cristiana Masi. Architetto, designer, la mente creativa dietro le collezioni della Parato S.r.l. Coadiuvata da uno staff esperto, Cristiana Masi riversa nelle sue collezioni la raffinatezza e l'eleganza della classicità tipica del design Made in Italy unita alla personale innovazione artistica, senza tuttavia trascurare le tendenze di moda del momento.

Il brand Cristiana Masi®

Affermatosi velocemente come sinonimo della più alta qualità del Made in Italy nel mondo per il settore dei rivestimenti murali, il brand Cristiana Masi si distingue per una cura attenta nel design dei prodotti e un'attenzione continua ad ogni singola fase di produzione, dalla realizzazione dei bozzetti alla coloritura, dalla stampa e la goffratura, fino alla realizzazione dei campionari e alla presentazione delle collezioni.
Ogni fase è scandita da un'attenta progettazione volta ad esaltare l'estetica di ogni articolo.
Design d'Autore, alta qualità dei prodotti, uno staff artistico competente e preparato sono gli elementi che si rispecchiano nelle collezioni "Cristiana Masi", presentate ed apprezzate in tutto il mondo.

Le collezioni Cristiana Masi®

Numerose e ben riconoscibili per le loro caratteristiche peculiari di pregevolezza ed eleganza, le Collezioni Cristiana Masi propongono una rivisitazione dello stile classico italiano in chiave contemporanea e moderna, abbinando la presenza di una goffratura a registro, tratto distintivo della produzione italiana che permette di eguagliare la pregevolezza dei tessuti, ad una scelta di colori innovativi ed eleganti.
Tutti questi elementi trovano la loro sintesi nei binomi "tradizione ed innovazione" e "sobrietà ed eleganza", elementi che da sempre accomunano tutta la produzione Cristiana Masi.
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COME NASCE UNA NUOVA COLLEZIONE

Alla base di ogni nuova collezione c’è uno studio accurato che parte dall’altezza del Parato e procede con il target di persone a cui indirizzarlo. Ogni paese ha le sue preferenze anche per quanto riguarda la scelta tra classico e moderno, il materiale o la presenza o meno di brillantezza. Una volta trovate le linee generali si passa ai disegni: l’ispirazione nasce da una meticolosa ricerca e conoscenza del mondo della moda, del design, delle tendenze architettoniche e decorative. La tendenza è un’ipotesi creativa. Niente di consolidato o di tangibile. È qualcosa su cui si può lavorare e a cui si può dare forma. Nasce da desideri e bisogni; è qualcosa che non c’è a cui viene dato corpo. Essere sempre attenti ad ogni novità del settore inerente al decoro è un MUST per ravvivare l’estro e dare alla vita design sempre freschi e innovativi. Oltre al disegno in sé, bisogna parlare anche dei colori: in questo caso sono le sfilate e le riviste di moda che ci vengono in aiuto, la moda è un gusto condiviso, alcuni stilisti sono in grado di imporre le tonalità di colore che si affermano nelle stagioni successive. Esistono milioni di varianti di uno stesso colore, ma solo una gamma ristretta è quella che colpisce l’attenzione in un determinato periodo. L’ufficio di design decodifica le tendenze e le reinterpreta. Non si fa una copia tale e quale di quello che si è trovato, ovviamente. Se ad esempio va lo stile scozzese, non significa che dobbiamo andare tutti in giro con il kilt. Sulla ricerca interviene la creatività del designer. C’è una rielaborazione dei modelli che vengono dal basso secondo diverse declinazioni. Ovviamente tutto deve essere reso contemporaneo. Nella moda ci sono cicli e ricicli. Ci sono sempre stati. I designer degli anni Sessanta andavano a vedere quello che avevano fatto i colleghi negli anni Trenta. Il richiamo a qualcosa che c’è già stato c’è sempre stato. Si richiama a qualcosa, ma ovviamente si va oltre, non si copia. La teoria dei cicli di consumo di Georg Simmel spiega che una cosa che va fuori moda poi torna di moda. Dopo 20 anni qualsiasi indumento torna a essere interessante. Con le nuove tecnologie, i salti generazionali si sono abbreviati. Ora si parla di salti generazionali ogni tre anni e mezzo.


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